Progetti e attività di ricerca

Secondo una delle più recenti definizioni per prevenzione può intendersi l'interruzione dei meccanismi che producono un evento criminoso, che si possono raggruppare secondo tre prospettive di base: la struttura, la motivazione  e le circostanze.

Per  la prima  prospettiva la criminalità è il prodotto di condizioni economiche e sociali particolari sulle quali l'attività di prevenzione deve intervenire per ridurre le condizioni criminogene;  la seconda intende l'atto criminale come prodotto della psiche umana e l'attività di prevenzione, di conseguenza, deve privilegiare l'intervento sull'individuo in modo da controllare o riabilitare i potenziali o reali autori. Infine,  se si considera il crimine come prodotto delle circostanze, la prevenzione deve realizzarsi attraverso l'intervento sul contesto in cui si consumano i reati per renderne più difficile la realizzazione.

Appare chiaro come sotto lo stesso termine prevenzione e l'obiettivo condiviso di riduzione del fenomeno criminale, si riuniscono strategie e strumenti assai differenti tanto da rendere lo stesso concetto assai articolato nelle impostazioni e negli obiettivi.

Va notato, infine, come negli ultimi anni l'attività di prevenzione vada via via svincolandosi dal sistema penale per inserirsi in altre politiche pubbliche, in altre strategie pratiche volte a ridurre i danni provocati non solo da atti definiti come criminali, ma anche da quelle forme di inciviltà e di disordine non direttamente qualificabili come illeciti penali.

Ciò comporta – dal punto di vista operativo –   l'affacciarsi di nuovi soggetti responsabili della prevenzione che affiancano gli organi penali dello Stato: enti locali, polizie municipali, servizi sociali, volontariato e imprese private che sempre più privilegiano strategie coordinate fra i vari soggetti,  calibrate sempre più sulle precise esigenze dei destinatari locali degli interventi

In questo ambito si inseriscono  i progetti elaborati da ARES:

  • Tutela delle vittime: si tratta di progetti di aiuto ed assistenza diretti ad alleviare il disagio e la sofferenza di coloro che hanno subito un reato e a soddisfare i loro bisogni sia di tipo economico, che psicologico o fisico. Si articolano generalmente in programmi di assistenza alle vittime mirati a fronteggiare le difficoltà nell'imminenza dell'episodio di vittimizzazione; programmi diretti ad assistere le vittime nell'ambito del sistema penale e interventi volti a risarcire la vittima del danno economico subito.
  • Mediazione sociale: progetti finalizzati a costituire relazioni sociali in contesti dove maggiormente è percepito il declino del concetto di comunità  e dei suoi strumenti di regolazione onde gestire situazioni conflittuali e ricostruire valori comuni e punti di riferimento condivisi all'interno della comunità stessa.
  • Mediazione culturale: progetti volti ad intervenire in presenza di conflitti tra persone di etnie o culture diverse, spesso originati alla scarsa conoscenza dei reciproci usi e costumi  assai diversi tra loro.
  • Mediazione scolastica: programmi volti ad insegnare agli studenti come gestire i conflitti e le dispute all'interno della scuola, nella convinzione che essi siano parte inevitabile del vivere sociale e delle relazioni fra individui e che la ricerca di strumenti risolutivi delle situazioni di crisi possa considerarsi "educativa" al pari di altre materie di insegnamento.
  • Tutela ed integrazione dei soggetti più deboli: si tratta di una tutta serie di progetti ed interventi rivolti a particolari categorie di presone (bambini, anziani, donne immigrate, famiglie monoparentali o multiproblematiche etc.)  volti al sostegno, economico, psicologico, all'integrazione nel tessuto sociale e ad evitarne la marginalizzazione.
  • Prevenzione della devianza giovanile: programmi assai eterogenei fra loro finalizzati ad eliminare le condizioni negative e a risolvere le situazioni di disagio che possono essere alla base di uno sviluppo psico-sociale problematico del minore attraverso interventi tesi ad evitare il disadattamento, l'abbandono scolastico, i comportamenti aggressivi o antisociali e operando  sul bambino, sulla  famiglia, sull'ambiente scolastico o sulla comunità